La Secessione Viennese


Movimento di forte opposizione artistica
La Secessione viennese fu un vasto movimento culturale ed artistico, costituito a Vienna nel 1897 che si inserisce nel contesto delle avanguardie degli inizi del XX secolo e che provocò un profondo cambiamento nello stile e nel modo di concepire l’arte segnando una separazione dal passato verso il futuro.

Questo movimento vide coinvolti numerosi artisti, il primo fondatore fu Gustav Klimt che unito ad architetti e pittori come Joseph Maria Olbrich, Josef Hoffmann, Otto Wagner, Oskar Moll, Koloman Moser e Maximilian Kurzweil, diedero vita alle novità stilistiche che hanno influenzato le arti visive, l’architettura e le arti applicate del XX secolo.

Qual è la filosofia della Sezessionstil?

Gli artisti della Secessione si contrapponevano ai paradigmi artistici vigenti, desideravano soprattutto, esplorare le possibilità dell’arte al di fuori dei confini della tradizione accademica con lo scopo di dare inizio ad una nuova epoca nel mondo dell’arte. Questo movimento, aspirava alla rinascita delle arti e mestieri, per realizzare opere che rispondessero al concetto di opera d’arte totale.

La Sezessionstil rientra nell’ambito dell’Art Nouveau, che in altri Paesi assume denominazioni differenti, come Jugendstil in Germania, Stile Liberty o Stile Floreale in Italia e Modernismo in Spagna.

La Wiener Secession aveva un programma estremamente rivoluzionario, alla base vi era il rifiuto del gusto storicista, del naturalismo borghese e del perbenismo che facevano parte della cultura austriaca del tempo. Gli esponenti di questo movimento, erano convinti che l’arte doveva essere figlia del proprio tempo ed espressione della ricerca del bello, quindi libera da ogni costrizione, così come da ogni programma ideologico.

Per perseguire questi obiettivi gli artisti della Secessione crearono dei loro spazi espositivi, come il Palazzo della Secessione, ad opera dell’architetto Josef Maria Olbrich. Il palazzo venne realizzato come spazio espositivo ufficiale, dove allestire periodicamente le mostre degli artisti secessionisti, diventando ben presto il centro dei più importanti e innovativi avvenimenti artistico-culturali dell’epoca.

« Der Zeit ihre Kunst, der Kunst ihre Freiheit »

« A ogni epoca la sua arte, all’arte la sua libertà »

Palazzo della Secessione, 1897-1898, Joseph Maria Olbrich

Sorgente immagine: commons.wikimedia.org

Quali sono le caratteristiche delle opere di questo periodo?

Come molte correnti del tempo, la Secessione viennese risente del clima culturale del Simbolismo, caratterizzato da motivi quadrati e design geometrici.

Sul piano formale, si caratterizza per la stilizzazione delle figure e per la spiccata impronta decorativa. I riferimenti principali all’interno delle opere sono l’arte classica e barocca, ma anche la pittura giapponese. Da esse gli artisti traggono la tendenza all’appiattimento delle immagini e il ricorso ad elementi floreali. Nelle tele e nei disegni appaiono iscrizioni e risulta frequente l’utilizzo dell’oro in chiave decorativa.

Il suo bagaglio tematico non comprende intenti contenutistici o celebrativi, non sono presenti nemmeno spunti naturalistici o realisti. Vi affiorano, invece, tematiche più complesse: il senso del destino, il mistero della vita umana, le età della vita, il rapporto tra amore e morte. Il linguaggio è fatto di allegorie, metafore, costituito da allusioni, spunti simbolici e mitologici.

Le principali caratteristiche della Secessione si trovano e si riconoscono nelle numerose opere di Gustav Klimt, che viene riconosciuto come il fondatore della rivista Ver Sacrum, simbolo ed espressione della Secessione Viennese.

Albero della vita, Gustav Klimt, (1905-1909)
Albero della vita, Gustav Klimt, (1905-1909)

Sorgente immagine: cultura.biografieonline.it

Riferimenti testo: www.artdreamguide.com, it.wikipedia.org

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