Piet Mondrian – Artista Olandese (1972-1944)

Figura cardine di tutta l’arte del XX secolo

Piet Mondrian fu uno degli esponenti di spicco dell’Astrattismo, una corrente artistica che prese piede ai primi del XX secolo, di cui costituisce uno degli esempi basilari. Dell’arte astratta, o “non figurativa” Mondrian incarna la corrente più razionale, che l’artista definisce “Neoplasticismo“.

Mondrian fu uno dei fondatori con Theo Van Doesburg della rivista De Stijl, su cui pubblicò una serie di saggi fondamentali per il Neoplasticismo, movimento che ebbe in Mondrian la figura principale.

Piet Mondriaan.jpg
Piet Mondrian (1872–1944) ,

Riferimento immagine: https://it.wikipedia.org/wiki/Piet_Mondrian#/media/File:Piet_Mondriaan.jpg


Nel lavoro di P. Mondrian è fortissima la componente mistica di derivazione teosofica. Le premesse sono, in parte, simili a quelle di un altro “padre” della pittura astratta: Wassily Kandinsky. Mondrian e Kandinsky sono convinti entrambi della funzione spirituale dell’arte: cioè la possibilità da parte della pittura di tradurre in termini figurativi l’essenza della realtà. In questa ricerca pervengono entrambi all’astrazione. Ma mentre Kandinsky cerca di arrivare alla comprensione dell’universo attraverso l’espressione del sentimento e dell’interiorità, per Mondrian la soggettività è un freno.

Piet Mondrian (1872–1944), New York City, 3 (unfinished), 1941
New York City 3 (1941), Paris, Centre Pompidou-Piet Mondrian

Riferimento immagine: https://search.creativecommons.org/photos/33c2e84c-1e39-4970-bb21-cbc90cb87d0f , Tulip Hysteria / Go to albums

Per Mondrian l’artista è impegnato nella costante ricerca dell’universale. L’universale consiste in quella che lui chiama “realtà pura”. L’espressione della realtà pura è ostacolata da ogni componente personale e soggettiva, ma anche dalla rappresentazione di ogni dettaglio descrittivo. Quindi, l’unico modo per giungere all’espressione della realtà pura è l’astrazione.

A questa visione, Mondrian perviene per gradi. Allo stesso modo, per gradi perviene anche alla sua realizzazione pratica.

Quali sono e come si sviluppano le principali opere di Mondrian?

Nella prima fase della sua formazione artistica P. Mondrian si dedica ancora a temi naturalistici, elimina i dettagli, smorza i colori, procede alla ricerca delle linee essenziali dei soggetti che rappresenta. Così facendo, il quadro si trasforma in rappresentazioni schematiche quasi monocromatiche, ne sono esempi le opere pittoriche del Faro a Westkapelle e della Chiesa di Domburg.

Piet Mondrian (1872–1944), View from the Dunes with Beach and Piers, Domburg, 1909
Piet Mondrian, Veduta dalle dune con spiaggia e moli, Domburg, 1909, olio e matita su cartone, Museum of Modern Art, New York

Riferimento immagine: https://search.creativecommons.org/photos/94046f6b-fa9b-4d36-bae8-49e953c1b9d9 , Tulip Hysteria / Go to albums

In un secondo tempo elimina le linee curve e le diagonali, le riduce a reticoli di linee e trattini orizzontali e verticali. Dei soggetti di partenza rimane lo schema generale. Per l’aspetto frammentato e seghettato queste opere presentano alcune lontane analogie con le composizioni cubiste degli stessi anni.

Piet Mondrian (1872–1944), Still Life with Gingerpot II, 1911–1912
Piet Mondrian – Still Life with Gingerpot II (Natura morta con Gingerpot II ) 1911–1912

Riferimento immagine: https://search.creativecommons.org/photos/f84e0710-fa78-482e-b629-39d688ab794c Tulip Hysteria / Go to albums

Il permanere di elementi naturalistici portano Mondrian a esasperare ulteriormente il processo di riduzione. Scompaiono le linee più piccole e tutti i particolari. Sul piano compositivo l’immagine si caratterizza per l’intersecarsi di linee verticali e orizzontali, che delimitano campiture quadrate assolutamente piatte di colori puri.

“L’aspetto delle forme naturali si modifica, mentre la realtà rimane costante. Per creare plasticamente la realtà pura è necessario ricondurre le forme naturali agli elementi costanti della forma, e i colori naturali ai colori primari”.

Piet Mondrian

Dalla seconda metà degli anni ’10 i quadri di Mondrian possono definirsi non figurativi a tutti gli effetti. Si può, quindi, parlare pienamente di Astrattismo.

Piet Mondrian (1872–1944), Victory Boogie Woogie (unfinished), 1942–1944
Victory Boogie Woogie (1942–1944), Kunstmuseum Den Haag- Piet Mondrian

Riferimento immagine: https://search.creativecommons.org/photos/1649f80c-7953-4762-8061-0b5cb08dd8e4 Tulip Hysteria / Go to albums

Verso la metà degli anni ’20 la scoperta che particolari colori sono capaci di evocare stati d’animo soggettivi, e che quindi possono oscurare la realtà pura, spingono Piet Mondrian a un ulteriore passo. Le linee nere si dispongono sulla superficie bianca della tela, concedendo spazio a 2, al massimo 3 rettangoli di colori primari. La composizione appare ridotta, pertanto, a un incrocio di poche linee nere spesse, che fungono da supporto per i quadrati blu, rossi e gialli.

Piet Mondrian - Composition No. III
Piet Mondrian Composition C (No.III) with Red, Yellow and Blue. (1935).

Riferimento immagine: https://search.creativecommons.org/photos/ba80c9c9-494c-4b63-8bf0-1948a6722e6e , Kent Wang

Un passaggio ulteriore avviene nel corso degli anni ’30. Eliminando del tutto il colore, Mondrian dispone sul fondo bianco una griglia di linee nere, spesso accoppiate o affiancate tra loro.

Mondrian tendeva a ricondurre tutto a geometria, l’artista deve rappresentare la realtà universale, ossia la realtà pura, come la chiama lui. L’unico modo per rappresentarla è andare oltre ogni componente personale e soggettiva e raggiungere l’astrazione.


Riferimenti testo:

www.artdreamguide.comwww.homolaicus.com

www.allposters.it

Per ulteriori riferimenti visitare: www.jbdesign.it/idesignpro

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