Secondo Stile Pompeiano ( 90 a.C. )

Il Secondo Stile Pompeiano, detto anche “Stile architettonico”, si riconosce per l’uso di elementi architettonici dipinti in tre dimensioni. Deriva dal Primo Stile, ma lo migliora.

Pittura romana secondo Stile Pompeiano Casa di Giulia Felice a Pompei
Pittura romana. Secondo Stile Pompeiano, dalla Casa di Giulia Felice a Pompei.
Fonte immagine: https://search.creativecommons.org/photos/43cb8aa7-603a-41ab-8e2d-c64414d3b618 di Carole Raddato from FRANKFURT, Germany 

Il Contesto

Il Secondo stile o “illusionismo” aveva pareti decorate con elementi architettonici e composizioni volte a “ingannare l’occhio”. Questa tecnica, diffusa nel modo di dipingere dell’Antica Roma, consisteva nell’evidenziare determinati elementi per dare loro un aspetto di realtà tridimensionale. Molti elementi di questo nuovo stile richiamano quelli del Primo, per poi cambiare gradualmente e sviluppare caratteristiche proprie.

Donna seduta che suona una kithara tarda età Repubblicana romana Affresco di pittura murale
Donna seduta che suona una kithara. Dalla Sala H della Villa di P. Fannius Synistor a Boscoreale, ca. 40-30 a.C.; tarda età Repubblicana romana. Affresco di pittura murale.
Fonte immagine: https://search.creativecommons.org/photos/db7c87dd-4287-4a8d-8103-d428c8f1695b di mharrsch
Cubiculum (camera da letto) dalla Villa di P. Fannius Synistor a Boscoreale
Cubiculum (camera da letto) dalla Villa di P. Fannius Synistor a Boscoreale
Fonte immagine: https://search.creativecommons.org/photos/514cb6b7-bc35-41c2-b66b-451d29993311

È inoltre caratterizzato dall’impiego della prospettiva relativa, usata per dare l’idea del “trompe l’oeil” nella pittura sulle pareti. Il piano dell’immagine era spinto in fondo alla parete da elementi architettonici dipinti, come Colonne Ionichepiattaforme sceniche. Queste pitture murali venivano utilizzate per ampliare gli spazi delle dimore romane prive di finestre.

Cubiculum (camera da letto) dalla Villa di P. Fannius Synistor a Boscoreale in Secondo Stile Pompeiano
Cubiculum (camera da letto) dalla Villa di P. Fannius Synistor a Boscoreale
Fonte immagine: https://search.creativecommons.org/photos/fbda81fd-9e09-4acc-ae1a-8ee58fb83e41

Immagini e paesaggi iniziarono a essere dipinti nel Primo Stile (First style) e poi acquistarono importanza con motivi illusionistici e architettonici. La decorazione veniva utilizzata per creare un’importante suggestione di profondità. Gli elementi paesaggistici, alla fine, coprivano l’intera parete e quindi sembrava che l’osservatore stesse guardando una scena reale. Nel Secondo Stile maturo, l’obiettivo divenne quello di dipingere scene di natura. La profondità qui derivava dall’uso della prospettiva atmosferica. 

Le tre fasi dello stile

Cubiculum (camera da letto) in Secondo Stile Pompeiano
Cubiculum (camera da letto) dalla Villa di P. Fannius Synistor a Boscoreale
Fonte immagine: https://search.creativecommons.org/photos/8874bd77-8409-4eff-ba3b-d6897f95ba43
Cubiculum (camera da letto) dalla Villa di P. Fannius Synistor a Boscoreale
Cubiculum (camera da letto) dalla Villa di P. Fannius Synistor a Boscoreale
Fonte immagine: https://search.creativecommons.org/photos/9f144034-be13-4695-ae91-867e0afae783

È possibile distinguere diverse fasi che caratterizzano il Secondo Stile: 

FASE 1: La prima fase del Secondo Stile fu l’introduzione della profondità come caratteristica principale.  Spesso comprendeva colonne dipinte davanti a una parete di finto marmo (imitazione) o a un soffitto prospettico illusorio.
FASE 2: Nella seconda fase del Secondo Stile, i pittori iniziarono a sperimentare modi più complessi di concepire le prospettive.  Le pareti della stanza rientrano nello spazio dipinto, creando l’illusione di una stanza dentro un’altra.
FASE 3: In questa fase finale del Secondo Stile, l’intera parete viene dipinta come un’architettura illusoria con archi, volte e colonne.  Questa fase prevedeva anche l’uso di molti temi esotici, come grifoni dipinti, sfingi e creature fantastiche.

Affresco dal triclinio della villa di Livia moglie dell'imperatore Augusto
Villa di Livia , I secolo a.C. – Affresco dal triclinio della villa di Livia, moglie dell’imperatore Augusto, 30-20 a.C.; Palazzo Massimo alle Terme, Roma
Fonte immagine: https://search.creativecommons.org/photos/5cae7d30-0ac7-40f9-a471-97d6ca6c2d00 di Prof. Mortel
Affresco dal triclinio della villa di Livia in Secondo Stile Pompeiano
Affresco dal triclinio della villa di Livia, moglie dell’imperatore Augusto, 30-20 a.C.; Palazzo Massimo alle Terme, Roma 
Fonte immagine: https://search.creativecommons.org/photos/71a07d99-e665-42f7-b836-c7baa44b3a7b di Prof. Mortel 

Questo stile permette di aprire la parete dando l’illusione di finestre e portici che si affacciano su scene immaginariedipinte con ombreggiature e prospettive realistiche, creando l’illusione di guardare all’esterno attraverso una finestra. L’architettura dipinta in questo stile era massiccia e sostanziale, con una prospettiva a più punti.

L’Eredità del Secondo Stile

Esempi del Secondo Stile si trovano nel triclinio di Villa Oplonti, nella Villa dei Misteri e negli affreschi della Villa di Boscoreale, oggi conservati al Metropolitan Museum di New York e al Museo Archeologico di Napoli.

Affresco in un cubiculum (camera da letto)
Affresco in un cubiculum (camera da letto); Villa di P. Fannius Synistor a Boscoreale.
Fonte immagine: https://search.creativecommons.org/photos/f2b385bc-c9f7-4805-8767-8a765c65bfab

Fonti: http://www.essential-humanities.net/western-art/painting/roman/

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